OTTIMO WEEKEND DI FILM E SPETTACOLI TEATRALI DISCUTIBILI - o del non apprezzare The Substance e Come trattenere il respiro

Non sempre ho il privilegio di avere più impegni, per di più culturali, nello stesso weekend, anzi..

Ma il secondo fine settimana di gennaio ha inaspettatamente regalato compagnia e persino film e teatro; con questo spirito, di stupore e gratitudine, smorzerò quindi quella che poteva trasformarsi in una lamentela scritta per riassumere tutto in una domanda: "Ma che cavolo ho visto?".

Sul film, The substance, ancora non l'ho nominato ma stava scritto nel titolo, c'è stato un errore da parte mia rispetto a quello che mi aspettavo. Ero molto curiosa, ma poi mi ero fatta tutta un film (brutta battuta) su una vicenda molto filosofica in bilico tra il Faust e Il Ritratto di Dorian Gray che si è abbattuto completamente già a metà pellicola. Non saprei cosa dire sulla parte finale con sangue gettato con l'idrante, il mostro a mille teste e i blob di carne che si dissolvono per strada, ma l'impressione generale è che di tutta la tematica dell'ossessione di apparire, dell'invecchiamento per le donne, della sessualizzazione dell'immagine che ancora viene data soprattutto sui media televisivi, resti solo il corpo. E voi direte che non è poco. In effetti no, però il corpo martoriato, usato, invecchiato, moltiplicato, esposto con inquadrature provocanti in un mondo in cui il male gaze è ciò che conta e in cui la protagonista sotto la doccia è ripresa sempre dall'alto così ne vediamo insistentemente il seno, è molto disturbante. Per me troppo. 

Ho superato qualche anno fa la psicosi interiore per cui se un film è femminista deve piacermi per forza o deve essere importante, necessario,...il tutto grazie a "Promising young woman" che non rivedrei nemmeno sotto lauto compenso. Però mi è dispiaciuto per The Substance, mi ha lasciato il senso strano che nella nostra quotidianità anche l'impegno sociale abbia una certa estetica molto riconoscibile, a tratti pop, cui ci si deve conformare se si vuole fare un prodotto che colpisca.

La storia del teatro è molto più difficile da spiegare per quanto a conti fatti chiunque per caso leggesse queste righe potrebbe pensare che è una questione di gusti e nulla più; ma io di ieri pomeriggio non salvo quasi nulla. Abbiamo scelto questo titolo ("Come trattenere il respiro") incuriosite dalla trama e dal lavoro della compagnia, avendo un abbonamento che ci permette di spaziare tra generi e teatri diversi e quando siamo arrivate abbiamo trovato una folla ad assistere, molto più gente del solito (strano), molti più giovani (molto bello ma molto strano) che ben presto si sono rivelati una sorta di gruppo di tifosi della compagnia che recitava. Risate continue anche in punti in cui difficilmente la comicità era così dilagante, entusiasmo per tutte le parti gridate, sboccate, tragiche, moralistiche, pietistiche, di protesta,.. Tutto sull'orlo del precipizio, tutti gli argomenti più tragici o fondanti del discorso pubblico di una certa parte progressista di paese: la maternità, i barconi, l'ingiustizia sociale, il capitalismo, la violenza, la crisi climatica,..tutto! E tutto superficiale. Per andarsene soddisfatti di aver visto uno spettacolo che parla delle cose giuste, dei temi che devono essere all'ordine del giorno, peccato che lo faccia senza alcuna profondità, con un'umanità urlata che andrebbe bene per indignarsi su Instagram, che non spinge ad agire ma solo a protestare e che lascia un po' di amaro in bocca per l'occasione mancata. Inoltre gli ultimi 25 minuti sono abbastanza noiosi.



In apertura avevo detto che non volevo lamentarmi, non sono stata fedele al proposito, però chiudo con una nota positiva: sono molto felice di essere andata al cinema e a teatro, avere il privilegio di vedere qualcosa che anche non apprezziamo ma che ci dà la possibilità di riflettere, di commentare in macchina mentre si torna da Genova o anche di inaugurare un blog che ha il solo scopo di scriverci qualunque cosa mi pare, mi sembra un ottimo modo di trascorrere il weekend!

A presto

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